dal: 28-11-2019 al: 22-12-2019
In Corso
Via Rivoli, 6, Milano
Tel: 848 800 304
Orari:

Salvo diversa indicazione, gli orari degli spettacoli al Piccolo sono: martedì, giovedì e sabato, 19.30; mercoledì e venerdì 20.30; domenica 16.

Prezzi: 12 < 32 €

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SCHEDA SPETTACOLO: Mangiafoco

Stagione 2019 -2020
Di Roberto Latini
Regia di Roberto Latini
Cast Elena Bucci, Marco Manchisi, Marco Sgrosso, Marco Vergani, Roberto Latini, Savino Paparella e Stella Piccioni
Una produzione Compagnia Lombardi Tiezzi, Fondazione Matera Basilicata 2019 e Piccolo Teatro Di Milano - Teatro D’Europa
Recensione di: Diego Vincenti Voto 2

Roberto Latini con Mangiafoco dal Pinocchio di Collodi in scena al Piccolo Studio Melato fino al 22 dicembre 2019

Nel parco giochi del teatro si entra dritti dallo scivolo. Un respiro e via, passa la paura, giù veloci verso la scena. Di fronte a quelle sedie vuote, di assenze e spettatori mascherati. A cui raccontare la propria vita. La scoperta del palco. La vocazione, come direbbe Danio Manfredini. Con tanto di curriculum e ruoli sgranati come un rosario. Buona parte del Mangiafoco di Latini si compone soprattutto di questo: attori di altissima qualità che condividono il baule dei ricordi, memoria a cui afferrarsi per dare un senso (forse) a se stessi e al teatro. Pinocchio allora rimane sullo sfondo di uno spazio dall’eleganza svuotata, un giro melodico che si ripete ossessivo, quei nasini che alludono senza esporsi. Prima di tornare a Collodi per brevi attimi.
Dove Latini riemerge con microfono e voce fonda, a cercar fascino e instabilità. Mentre gli attori vagano in carillon senza direzione, più impauriti dal lento sciogliersi mortale del ghiaccio, che dalla libertà folle del fuoco. C’è perfino chi si aggira a far le pulizie, come a dire che la realtà è sempre lì a un passo. E il teatro è anche sporcarsi le mani: dai la cera, togli la cera. Visione drammaturgica tutta incentrata su questa ricerca interiore nell’arte e nelle proprie soggettive fondamenta. A comporre un progetto sincero ma confuso, supportato dalla consueta squadra (Max Mugnai alle luci, Gianluca Misiti alle musiche) e con un ottimo cast, già protagonista nel Goldoni dello scorso anno: Elena Bucci, Marco Manchisi, Savino Paparella, Stella Piccioni, Marco Sgrosso e Marco Vergani. Flebile il legame con Pinocchio, alla fine lo spettacolo si rivela un mosaico irrisolto di continue interruzioni, le confessioni ad avvicinare per delicatezza, non certo ispirazione. O poesia. E si sente pure la mancanza di quei guizzi visionari, lo stupore immaginifico che insieme al carisma ha sempre salvato Latini nei momenti più stanchi. Alla ricerca di uno spartano confronto con la memoria, il lavoro attoriale, lo spettatore, si accantona perfino lo sguardo. Peccato. Mentre si fanno strada due pensieri: le ragazze, non solo a 19 anni, ti cambiano la vita; ma confrontarsi col Pinocchio è affare complesso. Si finisce spesso per scottarsi.