dal: 02-05-2019 al: 19-05-2019
Terminato
Corso Buenos Aires, 33, 20124 Milano
Tel: 02 0066 0606
Orari:

Sala Shakespeare: MAR-SAB: 20:30 / DOM: 16:30
Sala Fassbinder*: MAR-SAB: 21:00 / DOM: 16:00
Sala Bausch: MAR-SAB: 19:30 / DOM: 15:30

*Sala soggetta a cambio d’orari.

 

 

Prezzi: 12 < 30,50 €

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SCHEDA SPETTACOLO: Tutto quello che volevo

Stagione 2018 -2019
Di Cinzia Spanò
Regia di Roberto Recchia
Cast Cinzia Spanò
Una produzione Teatro Dell’Elfo
Recensione di: Albarosa Camaldo Voto 3

Cinzia Spanò, in Tutto quello che volevo. Storia di una sentenza, da lei scritto e interpretato, per la regia di Roberto Recchia, rievoca, in modo personale e toccante, la vicenda di un’adolescente romana che, insieme a una sua coetanea, per avere a propria disposizione, in modo rapido, ingenti somme di denaro per “taxi, vestiti, shopping, insomma tutto quello che volevo…” inizia a prostituirsi, incontrando sempre più numerosi clienti, in un appartamento della zona Parioli di Roma.
Tali fatti, realmente accaduti, sono stati oggetto di un procedimento penale, che ha coinvolto numerosi imputati tra clienti e sfruttatori delle due ragazzine, di cui lo spettacolo richiama alcuni brani delle intercettazioni telefoniche, affidato a un giudice donna, Paola Di Nicola, che, entrata in magistratura con notevoli sacrifici e profondi ideali, vorrebbe restituire alle vittime la loro dignità, prematuramente perduta. Inaspettato, anche se efficace, è il collegamento tra la condizione delle due baby prostitute, precipitate lentamente in un abisso di deprivazione materiale e psicologica, visualizzato dai suggestivi video di Paolo Turro, proiettati sullo sfondo, e la solitudine e i pregiudizi vissuti dalla giudice, interpretata con particolare intensità dalla Spanò, per farsi accettare nell’ambiente della magistratura, che è prevalentemente maschile, nonché precluso per molto tempo alle donne, come documentato durante lo spettacolo.
Al centro del monologo, è però la sentenza, senza precedenti e diventata nota nel mondo, a cui perviene la giudice: dopo un lungo e complesso ragionamento, con la quale, in modo anticonvenzionale, decide che il risarcimento del danno nei confronti della giovane dovrà consistere non in denaro, ma in una ricca dotazione di libri delle grandi scrittici e poetesse, come Virginia Woolf, Emily Dickinson, Sibilla Aleramo, testi che potranno consentirle di formarsi un pensiero critico e una struttura morale. Si tratta di un chiaro esempio di teatro civile, che informa ed educa, in cui, si alternano, con sapiente regia, parti di recitazione, voci fuori campo, con la lettura degli atti del processo e di stralci della sentenza, e video, alcuni dei quali realizzati in laboratorio con l’Accademia di Belle Arti di Brera.