dal: 23-09-2019 al: 23-09-2019
Futuro
Corso Buenos Aires, 33, 20124 Milano
Tel: 02 0066 0606
Orari:

Sala Shakespeare: MAR-SAB: 20:30 / DOM: 16:30
Sala Fassbinder*: MAR-SAB: 21:00 / DOM: 16:00
Sala Bausch: MAR-SAB: 19:30 / DOM: 15:30

*Sala soggetta a cambio d’orari.

 

 

Prezzi: 12 < 30,50 €

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SCHEDA SPETTACOLO: Come se non fosse un fulmine. La scelta degli uomini Giusti

Stagione 2019 -2020
Di Marianna Esposito
Regia di Marianna Esposito
Cast Alessandro Cassutti, Annalisa Falché, Karun Grasso, Liliana Benini e Marianna Esposito
Una produzione Compagnia TeatRing
Recensione di: Redazione Hystrio Voto 0

Come se non fosse un fulmine. La scelta degli uomini Giusti
della Compagnia TeatRing

Dopo il successo di Dr. Jeckyll e Mr. Aspie della scorsa stagione, la compagnia TeatRing torna all’Elfo per proporre in prima assoluto uno spettacolo che parla dei Giusti, non intesi come eroi,
ma come gente comune che lotta e combatte nella quotidianità, con piccoli gesti che a volte si rivelano fondamentali in una riflessione indaga il confine che separa la legalità dalla giustizia.

L’autrice e regista Marianna Esposito ha selezionato dieci personalità emblematiche avvalendosi del patrimonio di informazioni di Gariwo (GArdens of the RIghteous WOrldwide), associazione nata nel 1999 per ricordare figure esemplari e che nel 2003 ha creato con il Comune di Milano il Giardino dei Giusti di tutto il mondo.
La scelta dei personaggi da raccontare spazia sia geograficamente che cronologicamente, passando dalla Shoah alla guerra del Vietnam, fino all’attualità più scottante tra estremismo islamico e diritti dei migranti.

Le dieci storie esemplari selezionate per la pièce sono quelle di Rita Atrìa (1974-1992), figlia del boss mafioso Vito Atrìa; Miep Gies (1909-2010), una delle persone che aiutarono la famiglia Frank, nonché colei che trovò e nascose il diario di Anna, restituendolo al padre al termine
della guerra; Pietro Bartolo (1956-), responsabile del primo soccorso ai migranti che raggiungono le
coste di Lampedusa, vicepresidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo; Etty Hillesum (1914-1943), una giovane ragazza ebrea che credeva nella “resistenza esistenziale”; Gino Bartali (1914-2000) ricordato come campione di ciclismo ma che rappresentò anche la salvezza di centinaia di persone dalla deportazione nei campi di concentramento; Khaled al-Asaad (1932-2015) archeologo siriano ucciso brutalmente dai fondamentalisti islamici per aver nascosto i tesori archeologici di Palmira; Irena Sendler (1910-2008), ha salvato, con l’aiuto di altri membri della resistenza polacca, circa 2.500
bambini ebrei, facendoli uscire di nascosto dal ghetto di Varsavia, fingendoli morti; Dặng Thùy Trâm (1943-1970), “la Anna Frank del Vietnam”; Luz Long (1913-1943) atleta tedesco che incarnava lo stereotipo della razza ariana, che alle Olimpiadi di Berlino del 1936 non esitò ad abbracciare l’atleta
statunitense Jesse Owens dopo la sua vittoria, gesto che condannò Long al fronte dove morì nel 1943; Milena Jesenskà (1896-1944) giornalista e traduttrice praghese che creò una rete
di soccorso agli ebrei e che pagò con la vita i propri ideali.