dal: 23-01-2020 al: 26-01-2020
In Corso
Via Gian Antonio Boltraffio, 21, 20159 Milano
Tel: 02 6901 5733
Orari:

Martedì-mercoledì-giovedì-venerdi-sabato ore 20.30
Domenica ore 16.00
Domeniche di giugno ore 17.00

Prezzi: 9,50 < 20 €

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SCHEDA SPETTACOLO: Coma quando fuori piove

Stagione 2019 -2020
Di Walter Leonardi e Carlo G. Gabardini
Regia di Walter Leonardi
Cast Flavio Pirini, Luisa Bigiarini, Paola Tintinelli e Walter Leonardi
Una produzione Buster e La Corte Ospitale
Recensione di: Diego Vincenti Voto 0

Bilanci esistenziali con Dio autostoppista

In Coma quando fuori piove Dio è un autostoppista. Ed è pronto a far da spalla nel bilancio dell’esistenza. Bisogna solo ospitarlo nella propria auto. Come succede al cinquantenne Leonardi. Che viaggerà nel tempo. Ragionando su se stesso, sul destino bizzarro (lo è sempre) e sui percorsi che sarebbero potuti essere ma non sono stati. Una momentanea assenza di razionalità. Prima di scegliere la vita. Lavoro che lascia addosso uno strano gusto mieloso. Come fagocitato dalle sfumature pastello. Quando invece si avrebbe un’improvvisa gran voglia di ombre e di lati oscuri. Selvaggi. Non a caso, lo spettacolo è stato fra i vincitori de I Teatri del Sacro. Ma tant’è.
La sensazione complessiva è comunque quella di respirare la consueta onestà intellettuale di Leonardi, dritto sulla strada di un’arte ironica, a osservare il mondo con sguardo poetico. Lieve. Ridendoci su. Cosa che andrebbe anche bene, se poi si riuscisse ad addentrarsi nel profondo. E invece si rimane sulla superficie, a causa soprattutto di una scrittura rassicurante quanto priva di sorprese: il cinquantenne in crisi che (ri)scopre se stesso attraverso un’esperienza stramba, vagamente dickensiana. Sembra la sceneggiatura di una commedia americana anni Ottanta. Peccato, perché a tratti si ride di gusto.
E il cast funziona: Paola Tintinelli è una boccata di aria fresca, ieratica la maschera di sua divinità Pirini. Scoordinata la forma scenica, quasi casuali i movimenti di palco. Si fa leva sulla parola, sulla risata. E in qualche modo se ne esce, per quanto sdolcinati. Forse affidare la direzione a uno sguardo esterno potrebbe aprire nuovi orizzonti creativi. Chissà. Nel finale la Tintinelli pare omaggiare Jean Vigo de L’Atalante. Puro amore.