dal: 11-12-2019 al: 22-12-2019
In Corso
Via Pier Lombardo, 14, 20135 Milano
Tel: 02 599951

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SCHEDA SPETTACOLO: Cita a ciegas

Stagione 2019 -2020
Di Mario Diament
Regia di Andrée Ruth Shammah
Cast Elia Schilton, Gioele Dix, Laura Marinoni, Roberta Lanave e Sara Bertelà
Una produzione Fondazione Teatro della Toscana e Teatro Franco Parenti
Recensione di: Claudia Cannella Voto 3.5

Sliding doors a Buenos Aires sulla panchina di Borges

Innamorarsi di un testo può essere un pericolo, ma anche un valore aggiunto alla sua messinscena.
E questo è accaduto ad Andrée Ruth Shammah che, fatto tesoro dell’innamoramento, ha firmato una regia limpida e ispirata, tenendo nel giusto equilibrio commedia e dramma, realismo magico e vita reale sottesi alla scrittura intrigante del settantacinquenne drammaturgo argentino Mario Diament. Titolo di grande successo all’estero, ma mai rappresentato in Italia, Cita a ciegas (Appuntamento al buio) è una sorte di Sliding Door porteño, in cui si incrociano destini, casualità e universi paralleli che trovano inaspettati punti di contatto, primo fra tutti l’incapacità di vivere le passioni.
La vicenda ruota intorno alla figura di un famoso scrittore e filosofo cieco (Giole Dix, sornione, ma anche un po’ gigione), che è solito godersi l’aria mattutina seduto su una panchina di un parco di Buenos Aires. In cinque scene, tra passato e presente, prendono forma inquietanti relazioni tra i personaggi che si raccontano e quel carismatico signore, capace di “vedere” e di capire più di chiunque altro, dichiarato omaggio a Jorge Luis Borges. Sono un bancario in risi di mezza età, innamorato di una giovane scultrice, e due donne: la moglie psicologa del bancario e una sua paziente, che, si scoprirà essere l’infelice madre della scultrice nonché l’unica ad avere un labile e antico legame con il vecchio scrittore quando, molti anni prima, i loro destini si erano incrociati sulle scale mobili di una metropolitana francese, cadendo entrambi vittime di una colpo di fulmine mai consumato.
A interpretarli un notevole Elia Schilton (il bancario), a cui tengono testa una dolente Laura Marinoni (la madre), Sara Bertelà (la psicologa al tempo stesso volitiva e disarmata) e la giovane, comprensibilmente acerba, Roberta Lanave nel ruolo della scultrice.
A loro il compito di dare vita a un girotondo di incontri dal gusto schnitzleriano, che adombra i temi del tempo, del labirinto, degli incontri e delle identità in continua mutazione cari a Borges, per un avvincente thriller dell’anima, non privo di umorismo, ma con finale tragico.