dal: 27-11-2018 al: 09-12-2018
Terminato
Corso Buenos Aires, 33, 20124 Milano
Tel: 02 0066 0606
Orari:

Sala Shakespeare: MAR-SAB: 20:30 / DOM: 16:30
Sala Fassbinder*: MAR-SAB: 21:00 / DOM: 16:00
Sala Bausch: MAR-SAB: 19:30 / DOM: 15:30

*Sala soggetta a cambio d’orari.

 

 

Prezzi: 12 < 30,50 €

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SCHEDA SPETTACOLO: AMLETO TAKE AWAY

Stagione 2018 -2019
Di Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari
Regia di Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari
Cast Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari
Una produzione Compagnia Berardi Casolari / Teatro dell'Elfo
Recensione di: Paola Abenavoli Voto 3.5

In un mondo che guarda solo alla superficialità, dominato dai social, in cui anche l’amore diventa virtuale, in cui l’apparenza regna sovrana, l’uomo continua a porsi dei dubbi, ma anche ad affrontare la realtà con la consapevolezza di ciò che rappresenta, con ironia e vitalità. L’uomo è un Amleto dei nostri giorni, un Amleto take away, che cerca di non farsi fagocitare da questo universo “mordi e fuggi”, in cui il dilemma sembra essere solo “to be o fb”. Un coinvolgente ed irrefrenabile Gianfranco Berardi ci trasporta in questo viaggio tra difficoltà, follie, forza, amore: temi propri della sua drammaturgia, ma anche temi contemporanei e universali. Proprio perché universali, l’attore li racconta – e racconta se stesso,le sue scelte, la sua famiglia -attraverso un personaggio come Amleto:ma un novello Amleto,che si discosta dalla sua visione classica e che ha, appunto, maggiore consapevolezza e distacco. Ma soprattutto Berardi realizza tutto questo con uno stile originalissimo che contraddistingue il suo lavoro, attraverso un teatro in cui la parola diventa essenza, trova senso proprio, quello che sta ormai scomparendo nella quotidianità. Un teatro anche fisico, in cui l’attore e la scena – con i suoi diversi elementi – diventano tutt’uno, con il protagonista che intesse con il pubblico una narrazione sui due piani verità-rappresentazione, venendo incontro alla platea fin dal suo ingresso sul palco, come un Cristo in croce, su un fondale mobile incorniciato da un sipario. I toni, il linguaggio, l’ironia, la capacità del protagonista – insieme a Gabriella Casolari – di condurre gli spettatori in questo viaggio oltre la superficialità, alla ricerca dei propri sogni, del senso di un percorso in cui l’amore, prima negato o immaginato, poi può diventare l’unico mondo possibile: ancora una volta la straordinaria forza scenica di Gianfranco Berardi trasporta in un vortice di parole, suggestioni, riflessioni,che, anche quando sembra allontanarsi un po’ dalla linea iniziale della metafora shakespeariana, privilegiando gli aspetti più legati all’attualità, in realtà conserva una originalità e una grandissima capacità dell’attore di spiazzare e coinvolgere, di farci apprezzare un’analisi differente del mondo, tragicomica e vera.