dal: 22-03-2017 al: 25-03-2017
Terminato
Via Gian Antonio Boltraffio, 21, 20159 Milano
Tel: 02 6901 5733
Orari:

Martedì-mercoledì-giovedì-venerdi-sabato ore 20,30
Domenica ore 16.00
Domeniche di giugno ore 17.00

Prezzi: 9,50 < 20 €

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SCHEDA SPETTACOLO: AMLETO FX

amleto-salafontana-milanoinscena
Stagione 2016-2017
Di Gabriele Paolocà
Regia di Gabriele Paolocà
Cast Gabriele Paolocà
Una produzione Progetto Goldstein, Teatro dell’Orologio e VicoQuartoMazzinI
Recensione di: Emilio Nigro Voto 2.5

Si misurano con i classici i giovanissimi baresi dei Vico Quarto Mazzini. Dopo I sei personaggi di Pirandello, è Shakespeare la materia da cui traggono lo spettacolo Amleto FX selezionato per In-box 2015 e vincitore del Premio direction under 30 – Teatro Sociale Gualtieri.
Riconoscimenti a testimonianza di una sapienza scenica in progressione e potenzialmente garante di un futuro ricco di soddisfazioni. Rivela conoscenza e consapevolezza del trattare l’arte teatrale tradotta nel (sapere) decostruire la struttura originaria questo Amleto FX, evitando riletture di maniera, non scadendo nell’interpretazione personalistica o nel “contemporaneo a tutti i costi” che genera confusione e pasticcio nella composizione tra forma e sostanza. Il corpus dello spettacolo fa emergere la competenza sulle grammatiche teatrali e il trasgredirle, rifondarle, proprio perché conosciute profondamente. Originali. Gabriele Paolocà, unico attore in scena (di)mostra di trovarsi perfettamente a suo agio agendo in un habitat, lo spazio scenico, a lui congeniale muovendosi con disinvoltura, padronanza vocale e recitativa, dando carne a segni e gesti in modo netto e creativo, a veicolare significato e significante con ritmo e intensità andanti. Una partitura rapsodica dipana personaggi, dramma, intenzioni e sottotesti per corpo e voce dell’attore, istrionico nel cambiare registro, figura, pelle, restituendo materia scenica al Principe di Danimarca, portabandiera di un dramma, o una moda, generazionale: la tendenza a deprimersi. La cifra non può non essere pop – a tratti sbavando leggermente nell’ingenuità giovanile – per fingere (e rappresentare) un’attualità di cybernauti, di dialoghi in rete, di stereotipi configurati a norma. Numerosi gli inserti audiovisivi dichiaratamente popolari e di rottura dal repertorio, dall’uso di travestimenti, allo scimmiottare Smells like teen spirit di Kurt Cobain, al reinterpretare Tenco nel finale. Sul fondale disegnato su una veneziana La camera di Vincent ad Arles di Van Gogh. Segno di chiusura e autismo, di cui Amleto, nella sua insicurezza, nel suo celebre dubbio, è topos universale.